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come faceva michelangelo...?
alberto - 2007-11-01 13:55:21 - Painting
è una cosa che mi chiedo da un po' di tempo. potrà sembrare una domanda stupida ma alla fine non lo è più di tanto... ma come facevano gli artisti che dipingevano affreschi (tra cui michelangelo, il mio preferito) a vedere le proporzioni anatomiche? mi spiego meglio: quando si disegna su un normale foglio si ha tutta l'estensione del disegno sott'occhio, quindi se si sa disegnare gli errori si vedono. ma quando ci si trova a dipingere su una parete o su una volta dove una mandibola può essere lunga 1 metro e mezzo, come si fa? come si riesce a centrare le proporzioni senza avere la visione globale di quello che si sta facendo? anche se non avete una risposta sicura buttate lì un'ideuzza... thanks!
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E' come ti hanno detto gli altri, si preparava un bozzetto, poi i cartoni riportati attraverso lo spolvero (la sinopia è una specie di sagoma, si utilizzava in epoca medievale, nel rinascimento sono più diffusi i cartoni) e la quadrettatura. Soltanto che, nei casi di dipinti murali di grandi dimensioni o addirittura curvi, come le cupole e le volte, l'artista doveva apportare ulteriori modifiche per correggere le deformazioni ottiche di un osservatore che guarda l'immagine dal basso quindi - e questo sta al genio dell'artista più che a regole precise - le figure che si trovano molto in alto devono essere più grandi rispetto a quelle in basso. Nel dipinto murale della Sistina con il Giudizio Universale, la parete è inclinata di qualche grado all'indietro per permettere una visione migliore di tutta la scena; nel soffitto Michelangelo sfruttò la reale curvatura della volta per realizzare una finta struttura architettonica ad arconi. Esistevano dei trattati di prospettiva, quello di Andrea Pozzo trattava proprio questi argomenti, ma verrà scritto solo nella seconda metà del Seicento.
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